Fin dall’inizio ho spiegato che SHIN-ON è una sorta di grido del cuore, un’espressione in sintonia con il sé.
(Shuhei Matsuyama)
Si tratta in effetti dell’espressione delle vibrazioni e dell’energia interna dell’autore e delle sue opere, forse la vera espressione del suo spirito.
In giapponese il termine SHIN-ON racchiude 16 significati diversi: ON significa infatti suono, SHIN indica le diverse qualità del suono
SHIN – ON (i suoni)
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Il lavoro di Matsuyama si ispira alle teorie di Kandisky come “il colore è un suono interiore” ma svela anche un profondo collegamento con le modalità espressive della cultura orientale. Partendo da un’intuizione filosofica, Matsuyama dipinge lo Shin-on, ovvero il suono delle cose, quella musica che le origina e le esprime.
SHIN ON IN 3D
Tutto è Shin-on
La premessa dell’artista giapponese è che tutto è Shin-on, suono, e la sua pittura diventa la materializzazione visibile di quest’idea.
La tematica dello Shin-on in Matsuyama è di questa natura. Stabilisce quel sottil rapporto tra il visivo e il sonoro in cui l’uno rimanda e suggerisce inevitabilmente l’altro. Le superfici accidentate e ricche di materia dei suoi quadri possono essere viste come una partitura da decifrare nell’intimo. L’eco dei suoi quadri rimanda alla nostra sonorità interiore e individuale.
Il silenzio
I quadri di Matsuyama, nel loro silenzio, si presentano come delle partiture da leggere, da far vivere. Così ci impegnano e costringono lo sguardo ad attivarle con tutti i nostri sensi; lo sguardo invita lo spirito a scoprirle, a percorrerle come un paesaggio
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