IL SUONO DEL SEGNO
“Molte volte ho visto artisti affrontare le proprie matrici, spesso con passione, a volte con consapevolezza, alla ricerca di una mediazione tra la pura tecnica ed i propri intenti. Shuhei ha semplicemente aspettato, non ha forzato la materia lasciandosi trascinare da un metodo; è rimasto in silente attesa fino a quando ha elaborato un “pensiero positivo” ed è diventato matrice lui stesso. Nel senso che la naturalezza che gli ho visto mettere in quei semplici, ma perfetti gesti, era immediatamente riconducibile a lui; era lì, consapevole di creare se stesso, di mettere in quelle matrici tutte le sue più profonde esperienze di vita e di arte. Ho poi riprovato le stesse sensazioni guardandolo inchiostrare e stampare. Sempre carico di energia positiva e pronto a stupirsi ogni volta che il foglio, rubato il colore alla matrice, viene alzato. Quel suo ripetuto “va bene, grazie” resteranno tra i miei ricordi come una di quelle belle realtà che mi fanno ancora amare questo mestiere.“

di Moreno Chiodini